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sabato 20 luglio 2013

Casa Vacanze Gallipoli

Il Salento offre un mare cristallino e pulito, 



Gallipoli vi ammalierà con le viuzze del centro storico, le mura a picco sul mare, l’aperitivo sui bastioni... 


i locali sulla spiaggia vi cattureranno fino all’alba e rallegreranno i vostri pomeriggi al mare.




A Gallipoli non ci si annoia mai, quando non si vuole andare a ballare e tornare a casa presto, basta scegliere una delle tante sagre culinarie dove mangiare con poca spese i succulenti cibi locali, scatenarsi al ritmo della pizzica e dei tamburelli.



Nel relax più totale, dalla veranda e al fresco sotto al gazebo potrete bearvi di un meraviglioso tramonto... e vi prometterete di tornare


  


A Gallipoli a meno di 5 minuti dalle spiagge e dal centro,
casa vacanze a composta da 2 unità immobiliari:


La casetta del Carrubo



- monolocale open space di circa 90 mq., che può ospitare fino a 4 persone, (letto matrimoniale + letto a castello) dotato di tutto il necessario per cucinare e consumare i pasti, TV, frigo con congelatore, ferro da stiro, zanzariere, veranda con gazebo sul giardino dove poter cenare la sera al fresco e sotto le stelle




La casa del Fico




- La casa è composta da 2 camere da letto, una matrimoniale (nella quale è possibile aggiungere una culla e/o un lettino)

e altra camera da letto utilizzabile come doppia o matrimoniale, 



un bagno,



salotto con divano letto matrimoniale e ulteriore divano letto da una piazza e mezza,




ampia cucina abitabile completamente attrezzata, 



locale lavanderia con lavatrice; dotata di tutto il necessario per cucinare e consumare pasti, biancheria, aria condizionata, asse e ferro da stiro, frigo familiare con congelatore, pila all’esterno con acqua calda e veranda che affaccia sul giardino, ombreggiata da gazebo in legno e canne.


Entrambe le abitazioni sono dotate di zanzariere, barbeque, doccia all’esterno 




e ampio giardino recintato dove poter parcheggiare.


Ottima soluzione per una vacanza in famiglia o fra amici in pieno relax.


per info:

347 1867724

leonenatalia@gmail.com





domenica 27 maggio 2012

" Salentu... Cinca lu vite nde lassa lu core, cinca lu lassa se sonna lu mare..."


E' il Salento, terra arsa e rossa, seccata dal sole accecante dei pomeriggi d'estate, cullata dal canto delle cicale nei pomeriggi afosi... le parole di questa canzone esprimono al meglio i suoni, i colori e i profumi del nostro Salento. Le parole vanno al di la degli accenti locali, ricordano stazioni sperdute e silenziose, viuzze di paese e profumi di frutta matura




Salentu è la poesia di Mino De Santis, cantastorie salentino che ricorda De Andrè, che nel suo cd "Scarcagnizzu - vento dal basso" ci racconta il Salento di oggi con le parole eterne del nostro dialetto, col tamburello che come simbolo è ormai superato, perchè il Salento non è solo pizzica e taranta, è un ulivo secolare, una scultura vivente che racconta anni di storia e di sudore, di rabbia, di nidi e di amori cresciuti sotto le sue fronde...




Salentu...


- "tantu lentu...tantu lentu ca rria tuttu dopu"


tanto lento che arriva tutto dopo 


perchè noi siamo lenti come i greci, non abbiamo fretta (tranne io che vado sempre in accellerata costante) le novità ci arrivano dai nostri conterranei che vivono al Nord e d'estate vengono a fare le ferie a casa dai parenti... e diciamolo va... ci guardano già dopo sei mesi che vivono fuori con quell'aria di sufficienza, con l'accento già forzatamente contaminato...


- "e ane raggione (con 2 gg) ca nu ghe Italia, 
e ane raggione nu è mancu Puglia, 
quistu e nu pizzu calatu a mare 
è na friseddra...
ghe l'acqua e sale "




non è Italia e neanche Puglia, questu è un pizzo (questo è proprio Lido Pizzo) gettato in mare è una frisella... è acqua e sale 


-  " Salentu lentu lentu è na cosa rara 
nu peparusso 
na culummara
nu picca duce nu picca mara" 




                               










Un peperoncino, una culummara, un pò dolce e un pò amara  ( la culummara è una varietà di fico precoce, infatti è conosciuta con il nome di "San Giovanni" perchè arriva a maturazione proprio il 24 giugno quando a Casarano si festeggia il Santo patrono del paese, ne ho una pianta fuori dalla mia cucina e proprio il giorno della festa, e poi ancora durante la prima settimana d'agosto si riempie di frutti pieni e polposi)


Salento nelle parole delle canzoni di De Santis è rabbia, dolcezza e nostalgia insieme, è l'emigrante in Svizzera, la libertà del randagio, il cavallo "malecarne", il moribondo;  atmosfere che fanno parte di noi, delle mura scrostate dei nostri paesi, di questo Salento lento che non cambia mai, con la pitta e le purpette,  ma che lentamente inizia a muoversi, "perchè il treno passa, sono io che non salgo" è il Salento della cultura, troppa e facile cultura, dove basta dire che sei ispirato per inventare un significato... e ci sarei anch'io fra quelli che, come dice De Santis, faccio minchiate e le chiamo cultura... no! proprio come dice lui... questi scritti chiamiamoli "sguario" (passatempo).


Io ve l'ho presentato... se vi ho incuriosito con le parole delle sue canzoni, andate a cercarlo su  you tube    troverete altri suoi brani, e magari :-) vi sguariate pure voi...

sabato 13 marzo 2010

Antipasto di ricci di mare della Purità (Gallipoli)


Antipasto di Ricci di Mare della Purità di Gallipoli

Voglio rendervi partecipi di alcuni passi tratti da:

"Il bacio della tarantola" di Giovanna Bandini.

E' un libro che ho letto qualche anno fa, a me è piaciuto molto e penso che nessuno abbia mai descritto con tanta intensità il sapore di un riccio di mare ... E' un libro da leggere e rileggere ogni tanto, quando a coloro che vivono lontano dal Salento viene la nostalgia di quei pomeriggi di mare, quando i più fanno "u marisciu" e i giovani invece ritornano al mare, fra quei sentieri sconnessi fra gli scogli. E' come racchiudere in un barattolo di vetro un po della nostra aria di mare, i ricci con le uova rosse e umidi di latte, il profumo dei fichi sugli alberi ... l'odore dei pasticciotti per le strade, la musica della pizzica e le feste di paese.


"Posa i ricci neri...ne prende uno in mano...lo apre e fa così con tutti, uno dopo l'altro. Sono affascinato dalla sicurezza delle sue mani, dalla noncuranza con cui recide la vita in movimento. Li passa in mare uno a uno finchè all'interno di ognuno non restano che cinque strisce mollicce gialle o arancioni che compongono come una minuscola stella marina. Infila la punta della lingua nel mezzo del guscio e lecca le strisce una per una. La guardo ipnotizzato. Mi viene da ridere. La imito. Infilo la lingua nel riccio e lecco anche se mi fa un pò senso, e ripenso ai rari tiri di coca della mia vita. Non ci posso credere. E' più buono di un'ostrica. Sembra di mangiare una gelatina di mare concentrato. E poi. Il sapore che lascia in bocca è lo stesso che rimane dopo aver ... (censura) Mi prende una vertigine. Penso a come potrebbe essere il sapore di lei ......."

ho azzardato un pò, con alcune frasi tratte dal libro, ... spero di non essere fraintesa ... i ricci li ho mangiati oggi, i primi di quest'anno, ho condiviso con alcuni amici questo gustoso momento, qualcuno commentando si è chiesto se fossero afrodisiaci ... è scattato il ricordo, e sono andata a cercare il libro ...